Il cambio euro dollaro è indubbiamente una delle coppie Forex più seguite al mondo

Tra le quotazioni economiche di maggior rilievo del Calendario Economico, il cambio euro dollaro (EURUSD o EUR/USD) è, oggi, quello di maggior valore poiché dal suo andamento dipendono le valute, e il valore di mercato, di due tra le macro aree economiche più importanti degli ultimi decenni.

Quotazione dollaro

quotazione dollaroGran parte delle coppie di valute dipendono dalla quotazione dollaro ovvero espresse in relazione al dollaro e lo vedono come denominatore della coppia. La quotazione euro nel cambio Euro Dollaro è di sicuro tra le più seguite dai trader di tutto il mondo.

La quotazione dollaro è fondamentale non solo nel forex ma anche nelle materie prime come oro, argento, petrolio che vengono quotate in dollari. Vengono quotati in dollari anche Rame, Natural Gas, cotone, caffè, ecc.

Nel panorama del trading Forex e delle opzioni binarie, la coppia valutaria EUR/USD rappresenta, certamente, il prodotto più scambiato sul mercato ed offre, quindi, maggiori possibilità di guadagno per chi volesse investire in questo settore.

Ma quanto vale il cambio euro dollaro oggi in tempo reale ? Vediamolo insieme

CAMBIO EURO DOLLARO IN TEMPO REALE

Segue il grafico del cambio euro dollaro in tempo reale sul quale puoi effettuare analisi tecnica inserendo indicatori, cambiare la tipologia di rappresentazione da barre ad area da candele giapponesi a candele heikin ashi, inserire trend line e livelli di supporto e resistenza.




Cambio euro dollaro e i fattori che lo influenzano

Per conoscere al meglio la coppia valutaria, e il suo relativo cambio, non è sufficiente, però, valutarne solo l’andamento del tasso di cambio. Nonostante il mercato EUR/USD sia uno dei principali mercati attivi, non dobbiamo dimenticare che sono molti i fattori che influenzano il suo andamento ed è bene conoscerli e seguirli, prima di intraprendere qualsiasi investimento.

Ma vediamo nel dettaglio cosa si intende per cambio EUR/USD e quali sono i fattori che lo influenzano.

Cos’è la valuta EURUSD e il suo cambio

cambio euro dollaro

Per l’investitore italiano, per il quale la valuta base è l’Euro e la valuta quotata è il Dollaro USA, il cambio EUR/USD è il rapporto che esiste tra le due monete, in termini di valuta e di potere di scambio.

EUR/USD, quindi, è a tutti gli effetti un tasso di cambio valutario che serve ad indicare il valore dell’Euro nei confronti del Dollaro USA. Internazionalmente, questo rapporto viene abbreviato con la sigla, o codice, EUR/USD, dove EUR sta ad indicare, logicamente, l’Euro e USD è acronimo di United States Dollar.

Ad oggi, il cambio EUR/USD, anche detto Euro Dollaro, è considerato come il tasso più seguito, valutato e su cui si investe di più, a livello di trading Forex.
Secondo i report più aggiornati, ogni giorno il cambio euro dollari ricopre più di un terzo del trading Forex internazionale, ovvero più di un terzo degli scambi effettuati sul mercato valutario.

Quando l’indice EUR/USD è positivo, allora significa che la coppia valutaria è in rialzo rispetto agli altri rapporti sul mercato. E sono questi i momenti migliori per investire, anche se è sempre meglio avere un panorama completo della situazione, che ci permetta di valutare non solo il momento specifico, ma anche la previsione futura e lo sviluppo del mercato su cui vogliamo investire.

Partiamo, ad esempio, dai ruoli svolti dalle due valute.

Quali sono i ruoli di Euro e Dollaro nella coppia valutaria

Euro e Dollaro statunitense rappresentano le due valute più importanti del mercato valutario e questo, principalmente, per il ruolo svolto dai due paesi negli equilibri sociali ed economici internazionali.

Valore dollaro oggi

Il valore del dollaro oggi è fondamentale per l’intera economia mondiale. Il dollaro USA, infatti, è la valuta di riferimento per tutte le transazioni internazionali e, quindi, svolge un ruolo cardine nelle dinamiche economiche e di investimento. Il prezzo dell’oro, del petrolio, della benzina e dei distillati, così come di molte altre materie prime, è espresso sempre in Dollari statunitensi. Così, anche l’OPEC, l’Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio, utilizza il Dollaro USA per le sue transazioni e i suoi affari. Questo vuol dire, in poche e semplici parole, che ogni volta che ciascuno di noi fa benzina alla propria vettura, sta acquistando e vendendo valuta USD.

Ma non è tutto qui.

Molti paesi dall’economia debole decidono di unire la propria valuta al dollaro, fissando il tasso di cambio della valuta nazionale a quella statunitense, con una operazione che tecnicamente è chiamata PEG, letteralmente fissare. Altri paesi, invece, decidono di abbandonare la propria valuta per assumere direttamente quella del Dollaro USA.

Il suo ruolo è così determinante che la maggior parte delle riserve monetarie in valuta estera delle Banche Centrali sono valutate e conservate in Dollaro USA.

Questo significa che, ogni volta che si comprano e vendono materie prime, beni o servizi utilizzando il Dollaro USA, si compra e si vende anche la stessa valuta USD, contribuendo a rafforzare il suo ruolo sia a livello internazionale, sia a livello azionario. La sua forza è determinata dalla quantità di transazioni che si effettuano in suo nome.

L’Euro, invece, ha una posizione molto diversa rispetto al Dollaro USA. Valuta storicamente più giovane di quella statunitense, il suo valore e la sua forza derivano dalla diffusione a livello internazionale, la cosiddetta Euro zona, ed è legata al PIL, il Prodotto Interno Lordo di un paese, che è in grado di generare. L’Unione Europea, infatti, è ad oggi la regione economica più grande e più estesa e la sua produzione è focalizzata in prodotti e servizi il cui commercio aiuta a far crescere la valuta europea. Ad oggi il Prodotto Interno Lordo calcolato e valutato in Euro, è pari a quasi quattordici miliardi di dollari. Una cifra ingente, e una proporzione ampia, che è comunque inferiore a quello calcolato in USD, ma che fa dell’Euro la seconda valuta più forte a livello mondiale.

É importante comprendere bene i differenti ruoli giocati nel trading Forex, dal Dollaro USA e dall’Euro, poiché proprio da questi ruoli dipendono anche i fattori principali che influenzano il cambio valuta EURUSD. Se, infatti, la natura del Dollaro statunitense, la fa una moneta più stabile, poiché lo rende dipendente da una molteplicità di fattori differenti, l’Euro, invece, dipende esclusivamente dall’attività economica dell’Euro zona. Quando questa attività è in positivo, allora è in positivo anche l’Euro, ma quando è in negativo, anche la valuta perde forza e valore nei confronti del Dollaro USA.

Ma vediamo nel dettaglio quali sono i fattori che influenzano il cambio EUR/USD.
In merito, possiamo distinguere tra:

– fattori generali, che dipendono dalla forza delle due economie a prescindere dalle variabili di mercato;

– fattori primari, ovvero quelli che il Calendario Economico, ogni giorno, rileva come fattori di grande importanza e influenza sull’andamento della coppia valutaria. Questi fattori dipendono, principalmente, da accadimenti e situazioni a livello internazionale;

– fattori secondari, che dipendono, in gran parte, dall’andamento della micro economia di ogni singolo paese nei confronti del panorama internazionale;

– fattori variabili, ovvero dipendenti da micro eventi a livello nazionale, che possono influenzare l’andamento economico internazionale, delle due valute.

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Cambio euro dollaro: come investiamo con le opzioni binarie

I fattori generali che influenzano il cambio euro dollaro

Come già accennato, esistono dei fattori generali, che dipendono dalle macro economie di Stati Uniti ed Europa e che influenzano il cambio euro dollaro a prescindere dagli andamenti di mercato registrati quotidianamente. Anzi, per molti versi rappresentano essi stessi dei valori da cui deriva il rapporto di cambio tra Euro e Dollaro USA.

Sono driver, questi, che ci obbligano a valutare ed analizzare il Dollaro USA e l’Euro in maniera interdipendente, e che sono determinati proprio dal carattere differente delle due economie. Per Euro e Dollaro USA, in poche parole, non esiste la cosiddetta parità di condizioni.

In questa direzione, un driver fondamentale è sicuramente la forza economica dei due paesi: Stati Uniti ed Euro zona sono, e lo accennavamo in precedenza, le due macro aree più importanti del mercato internazionale, sia come estensione ed espansione, sia come forza produttiva.
E questa forza è espressa sia dal PIL, il Prodotto Interno Lordo delle due marco aree, sia dalla produzione di prodotti e servizi messi in commercio dalle stesse. Questo vuol dire che quando l’economia USA è in crescita, lo sarà anche il ruolo di forza del Dollaro USA nei confronti dell’Euro. Al contrario, quando è l’economia dell’Euro zona ad essere in posizione di forza, allora lo sarà anche la sua valuta, rispetto al dollaro statunitense.

Il fatto che non si possa parlare di parità di condizioni tra Euro e Dollaro statunitense, è determinato anche dal fatto che l’Euro zona è caratterizzata da una molteplicità di economie particolari, di micro economie se possiamo definirle così, che contribuiscono tutte in modo eguale a determinare la stabilità dell’economica generale di Unione, ovvero di tutta l’Euro zona. Questo significa che, se una di queste micro economie è in crisi o subisce una battuta d’arresto improvvisa, tutta l’Euro zona ne risentirà. E con essa, anche la forza della valuta Euro nei confronti del dollaro (e non solo).

Una dimostrazione di questa défaillance del sistema Euro zona, ci è stata dimostrata dalla crisi che ha colpito, nel 2015, la Grecia, e dai giochi di forza, a livello economico, intentati della Germania nei confronti delle economie degli altri paesi.

Quella della Grecia, ad esempio, è stata una crisi economica che ha seriamente minacciato la stabilità commerciale, politica e sociale dell’Unione Europea e che ha visto due fronti schierarsi, senza che trovassero un apparente accordo in tempi brevi. In questo frangente, questa scissione, e le difficoltà economiche in cui vessano paesi come la Grecia, hanno determinato il sorgere di differenze economiche tra gli stessi paesi, troppo ampie per poter essere colmate da provvedimenti risolutori. Status, questo che ha indebolito la valuta Euro nei confronti del Dollaro USA.

Questo significa, anche, la perdita di fiducia nell’Euro da parte degli investitori internazionali, che vanno alla ricerca di prodotti e servizi in altre aree di mercato. Il che ci riporta direttamente al driver individuato poco fa, ovvero al legame tra valuta e forza economica dei due paesi.

Crisi di questo tipo, non possono accadere, se non in parte, in una paese, ed una economia, come quella statunitense, dove esiste un divisione in Stati membri, ma tutto resta ed è subordinato ad un Governo centrale molto presente e caratterizzato da una politica economia unificata.

Il cambio EUR/USD è, anche, determinato dai tassi di interesse delle due economie, ovvero dal costo del denaro che ogni paese ha, in un preciso momento o periodo. In realtà, possiamo affermare che il tasso di cambio delle due valute è proprio costituito dal tasso di interesse dei singoli paesi. Quando, infatti, i tassi di interesse aumentano in uno dei due paesi, allora anche le proprie valute subiscono un rilancio nei confronti di quella che ha il tasso più basso. Sono equilibri di forza che aiutano gli investitori esteri a scegliere su cosa puntare e su cosa investire e che ci dicono qual è la forza di quel paese nei confronti degli altri e, soprattutto, dei suoi debitori. In poche parole, se i tassi di interesse aumentano in Europa, l’Euro si rafforzerà rispetto al Dollaro USA e viceversa.

E questo ci porta direttamente ai fattori primari di influenza del cambio EUR/USD.

I fattori primari che influenzano il cambio euro dollaro

Quando apriamo il Calendario Economico legato alla valuta EUR/USD abbiamo una panoramica di quelli che potranno essere i fattori di influenza sul cambio delle due valute. Il Calendario Economico riporta, infatti, tutti gli appuntamenti, a livello finanziario, dei singoli paesi e, quindi, delle loro valute, nel corso del giorno corrente e della settimana successiva.

Questo cosa significa?
Significa che il Calendario Economico ci indica quelle che potrebbero essere le possibili variazioni, a livello internazionale, del cambio euro dollaro o gli eventi che potrebbero determinarle.

Ma cosa dobbiamo guardare con precisione?
Prima di tutto, puntiamo sulle notizie in evidenza. Sono notizie segnate da tre tori e hanno una rilevanza molto forte, ovvero sono quelle che più direttamente possono influenzare le variazioni del tasso di interesse delle due valute.

A fissare i valori dei tassi di interesse sono, logicamente, le due Banche Centrali, la Federal Reserve, o FED, degli Stati Uniti e la Banca Centrale Europea, o BCE, per l’Euro zona: i tassi di benchmark fissati da questi due organi sono come il Vangelo per gli investitori, perché da quello che stabiliscono periodicamente, si determina l’innalzamento o il decremento dei rispettivi tassi di interesse e, quindi, del tasso di cambio per ciascuna valuta.

La Banca Centrale Europea aggiorna i propri dati ogni mese, nella prima settimana, mentre la Federal Reserve lo fa otto volte in un anno, anche se mensilmente rilascia i suoi dati aggiornati, senza una scadenza fissa, cioè può farlo in qualsia giorno del mese corrente.
Quando una di queste banche dichiara delle variazioni del tasso, di solito si dice che ha assunto una posizione aggressiva, ovvero hawkish. Mentre se annuncia la flessibilità del tasso stesso, allora si dice che ha assunto una posizione addolcita, o dovish, in gergo. La differenza tra queste due posizioni è che essere haswkis rende più interessante l’investimento sulla valuta grazie ai tassi in rialzo.

Ad influenzare questi dati, c’è un orizzonte degli eventi molto ampio che il Calendario Economico ci aiuta ad individuare.
É, ad esempio, un fattore determinate l’intervento del Presidente della Federal Reserve, Janet Yellen, che a breve rilascerà un discorso in relazione alla possibilità di aumentare, prima della fine del 2015, i tassi di interesse del Dollaro statunitense. Le conseguenze di questa decisione le possiamo facilmente intuire, dopo quanto si è detto.
Nel frattempo, però, l’attesa del rilascio dei dati aggiornati, da parte della Federal Reserve, e l’ipotesi di un possibile aumento gli stessi tassi di interesse, genera un effetto boomerang nei confronti del dollaro statunitense, che perde contro l’euro dello 0,50%.

Allo stesso modo, per quanto riguarda l’Euro, l’attesa del Vertice della Banca Centrale Europea, che si svolgerà tra pochissimi giorni, ha generato uno slancio di ottimismo da parte degli investitori, determinando un rialzo della valuta EUR dello 0,15% sull’USD, rispetto ai valori minimi registrati nella settimana precedente.
Lo slancio è determinato, per lo più, dal timore che la Banca Centrale Europea annunci nuove speculazioni da parte dell’istituto bancario europeo.

Ma i fattori che determinano il rialzo e il ribasso dei tassi di interesse non sono solo economici. Possono essere anche politici e sociali.
A giocare un buon tiro, ad esempio, per quanto riguarda la valuta statunitense, è l’apertura delle concessioni edilizie. Questo dato, segnalato oggi nel Calendario Economico, indica le variazioni nel numero di nuovi progetti edilizi rilasciate dal governo. Non dimentichiamo che i permessi edilizi sono un indicatore chiave della condizione del mercato immobiliare che può, e deve, influire sull’incremento stesso dei tassi di interesse. Se i dati aumentano, significa che il paese, e la sua valuta, è forte e sana.
Più fiducia, più investimenti, più lavoro, più forza, quindi tassi di interesse più alti.

I fattori secondari che influenzano il cambio euro dollaro

Dal generale al particolare. Dal tasso di interesse scandito dalle Banche Centrali, ai fattori territoriali, che dipendono direttamente dalla micro economia di ogni singolo paese che adotta la valuta in questione: sia esso Dollaro USA (USD) o Euro (EUR).
Il Calendario Economico, di norma, attribuisce a queste notizie due tori.

Ma cosa sono questi fattori secondari?
Sono, ad esempio, i fattori determinati dai numeri sull’occupazione e da tutte quelle scelte e provvedimenti che ogni paese prende per aumentarli e sconfiggere la disoccupazione e l’inflazione da questa generata. Sono quindi provvedimenti e decisioni interne che si riflettono sull’immagine che il paese da di sé agli investitori esteri.
La forza lavoro, infatti, è quella che traina l’economia stessa di un paese.

Negli Stati Uniti, questi dati sono rilasciati mensilmente dal Bureau of Labor Statistics. Ogni primo venerdì dopo la fine del mese, il trading Forex resta in attesa del valore di questi indici, per definire le proprie linee di investimento.

In Europa, invece, non esiste un indice unitario che riassuma lo stato di salute dell’occupazione europea. Di solito, il trading Forex si rifà generalmente a quello dei paesi più forti, come Germania e Francia, o per le statistiche redatte in relazione all’Euro zona.

Dall’occupazione derivano tutti i dati legati all’inflazione delle singole valute. Ecco perché, seguendo il Calendario economico si apprende, ad esempio, che un dato come il rilascio dell’Indice dei Prezzi di Produzione, o PPI, in Germania è un dato determinante , la cui variazione in negativo può causare una perdita della valuta EUR nei confronti dell’USD.

Il PPI, infatti, è considerato l’indice dell’inflazione del consumo di un paese, valutando le variazioni dei prezzi di vendita applicati, dai produttori nazionali, ai beni ed ai servizi da essi prodotti. Il PPI fa distinzione anche tra prezzo della materia prima, prodotti industriali e semi-lavorati. Questo vuol dire che il PPI misura le variazioni del prezzo al consumatore, dal punto di vista del venditore. Se i dati del PPI segnano un aumento, allora il dato è positivo e l’EUR acquista forza rispetto all’USD. Se i valori sono inferiori alle attese, allora assistiamo ad un ribasso della valuta.
Come sempre, più forti si è, più appetibili si diventa per gli investitori.

Altri dati che influiscono sull’occupazione, sono ad esempio gli strascichi sulla micro economia statunitense, legata all’apertura delle concessioni edilizie.
Il primo effetto di questa decisione è stato l’apertura di nuovi cantieri edilizi, lì dove sono state date le nuove concessioni. Questo dato, che influisce sul tasso di interesse dei beni immobili, influisce anche sul livello di occupazione di un paese: più cantieri edili, significa più forza lavoro occupata e, quindi, minore disoccupazione.

Cantieri edili per ogni destinazione, ma soprattutto cantieri di edilizia privata. Negli Stati Uniti, a misurare la quantità di case private costruite ex novo, c’è un indice, l’Housing Starts che, ogni anno, dice quante case private sono state erette o sono in fase di costruzione. Chiaro indice della forza immobiliare del mercato americano, se in aumento rispetto alle previsioni, ci dice che il settore immobiliare del paese è in buona salute e quindi è appetibile ai fini di un possibile investimento. Contrariamente, se l’indice è in ribasso, non sarà di buon auspicio per la valuta USD.

Il Calendario Economico USD indica anche gli effetti in positivo e in negativo che le scelte politiche di settore, hanno sulla valuta. Ad esempio, il discorso pubblico di due membri della FOMC, il Comitato federale del mercato aperto americano, Powell e Dudley, hanno mostrato il fianco a violente polemiche negli Stati Uniti perché hanno accentuato una divisione interna alla Federal Reserve, che ha fatto vacillare i mercati lasciandoli incerti.

Non gioca a favore delle sorti interne dell’economia americana, neppure il dati legati al settimanale approvvigionamento di scorte di petrolio.

Ogni martedì, infatti, l’American Petroleum Institute pubblica i livelli di greggio, benzina e distillati incamerati dallo Stato nel corso di ogni settimana. Questo dato, che potrebbe sembrar superfluo, è invece determinante perché ci dice, e dice agli investitori, quanto greggio è stato venduto e quanto ancora è in attesa di essere smaltito, rivelando lo status degli approvvigionamenti di carburante da parte degli Stati Uniti.
Il petrolio USA sente il peso del vicinissimo Vertice OPEC e delle problematiche legate all’eccesso di produzione di greggio, quando la produzione sembra aver superato l’effettiva domanda. Un eccesso che ha portato il crollo delle stesse azioni e l’aumento dell’inflazione legata all’approvvigionamento settimanale dello stesso greggio.

I fattori variabili che influenzano il cambio euro dollaro

Ogni paese ha un proprio orizzonte degli eventi che determina quello globale. Abbiamo già detto come l’Europa sia un insieme di micro economie parcellizzate e che il suo andamento sui mercati sia fortemente influenzato da quello dei singoli paesi. Sono questi, i fattori che chiamiamo variabili e che il Calendario Economico segna con un toro.

Fanno parte di questa categoria, tutte quelle informazioni legate alla Bilancia Economica di un paese, ovvero alle oscillazioni interne dell’economia, tra importazioni ed esportazioni, prezzi al consumo e prezzi alla produzione, aumento, o decremento, delle vendite al dettaglio. Indici, questi, che misurano il peso dell’inflazione, e che possono influenzare la politica monetaria interna e i tassi di interesse particolari.

Ma non ci sono solo fattori politici ed economici. Fanno parte di queste variabili, anche i cosiddetti Indicatori Sentimentali, ovvero i feedback della popolazione di una pese, o degli investitori, nei confronti della situazione economica della nazione, del suo welfare e della soddisfazione dei suoi abitanti. Rientrano in questa categoria, ad esempio, le informazioni date, e raccolte, dai sondaggi sui consumatori, sulle loro abitudini e sulle condizioni di vita del paese. Anche in questo caso, stiamo parlando di dati molto importanti, che possono influenzare gli investitori e le economie globali.

Aprendo il Calendario Economico, ne vediamo subito uno: l’indice di soddisfazione e fiducia espresso e raccolto tra i consumatori, legato alla realtà dei Paesi Bassi. Quando questo valore è positivo, indica una buona salute del mercato di un paese, che lo rende più appetibile di altri dove, invece, la fiducia del compratore risulta inferiore alle aspettative.

Sempre per i Paesi Bassi, il Calendario Economico segnala anche la diffusione dell’indice di spesa dei consumatori, attualmente in rialzo rispetto al precedente ed alle aspettative di mercato. Anche in questo caso, il parametro testimonia la buona salute dall’economia interna, quindi un valore positivo per tutta l’Euro zona e la sua valuta.

Concorrono alle buone notizie, anche le news legate alla diminuzione del tasso di disoccupazione finlandese e ai dati in positivo legati al Conto Corrente portoghese.
Considerato che l’Europa non ha un unica economia, i dati positivi, si confrontano con quelli raccolti invece in Germania, con il calo dell’Indice dei Prezzi di Produzione o con il calo dell’IPP Estone, il saldo in negativo della Bilancia Commerciale Spagnola o, ancora, la diminuzione degli indici di produzione industriali lituani, sia mensili, sia annuali.

Livelli storici per il cambio euro dollaro

L’EURO è materialmente entrato nelle tasche degli europei nel 2002 ma le prime transazioni finanziarie in euro sono state fatte un po di tempo prima e precisamente il 1 gennaio 1999. A quell’epoca l’euro valeva circa 1.18$. Il minimo storico si è raggiunto nel gennaio 2001 quando 1.00 euro veniva scambiato per 0.83 dollari.

Nel luglio 2008 si è invece raggiunto il massimo storico della moneta europea. In tale periodo infatti 1.00 euro valeva 1.60 dollari.

Cambio euro dollaro nel passato

Molte persone oggi cercano sul web frasi di questo tipo:

cambio dollaro oggi, dollaro euro cambio oggi, euro dollaro cambio oggi, cambio euro dollari usa oggi, valuta euro dollaro oggi, cambio eur sud oggi, … , come vedete tutte frasi legate al cambio odierno.

Ma altrettante persone però hanno l’esigenza di sapere quanto valeva il cambio euro dollari qualche giorno fa, piuttosto che qualche mese fa quanto valeva il cambio euro dollaro, vuoi per curiosità personale, vuoi perché magari sono stati pagati in dollari da clienti ed oggi devono emettere la fattura in euro. Certo, uno può guardare il grafico, ma è decisamente scomoda come procedura, e per questo ci viene in aiuto un potente tool di yahoo che ci permette di indicare l’importo in dollari o in euro e la data per la quale si sta cercando il valore del cambio. Il tool lo trovate qui:

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Il currency converter è molto utile perché permette appunto di sapere quanto valeva il cambio euro dollaro nei giorni passati. Un ottimo strumento per chi ha questa necessita e non sa come fare o a chi rivolgersi. Spero che vi sia di aiuto e, soprattutto che vi faciliti il lavoro.

Come passare dal cambio euro dollaro al cambio dollaro euro

Non me ne vogliano coloro che conoscono le basi più elementari della matematica, ma purtroppo c’è chi non sa passare dal cambio euro dollaro al cambio dollaro euro e pertanto spiego come si fa.

L’operazione è una sola: la divisione.

Domanda: se ad esempio sapete che 1 euro vale 1.0775 dollari, mi sapete dire quanti euro vale 1 dollaro?

Risposta: 1 dollaro vale 1 diviso 1.0775 ovvero 0,9281 (approssimato per eccesso)

e il contrario? Se sappiamo che 1 dollaro vale 0,9281 euro, quanto vale 1 euro? Stessa cosa, si farà 1:0.9281=1.0775

Domande e risposte sul cambio EURO DOLLARO

  1. Come mai si dice cambio euro dollaro e non cambio dollaro euro?
    1. In realtà Euro Dollaro si dice quando ci si riferisce al Forex poiché molte valute, tra cui l’Euro vanno rapportate al Dollaro e pertanto si utilizza questa denominazione, mentre quando si parla in genere di cambio si può dire liberamente euro dollaro o dollaro euro facendo attenzione a fare la giusta conversione. Nel tool indicato qui sopra puoi infatti tranquillamente inserire un valore nella cella EURO se vuoi sapere quanti dollari vale il valore in euro inserito o al contrario potrai inserire un valore nella cella dollari per sapere a quanti euro corrisponde.

 

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    La quotazione dollaro di oggi è in netto ribasso soprattutto rispetto all’euro, come potete vedere, nonostante il risultato della news riguardante le scorte del petrolio sia stata estremamente incoraggiante per la valuta statunitense dopo, una prima fase iniziale ribassista del cambio euro dollaro stiamo assistendo ad una forte fase di rally a discapito del dollaro.

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    Questa sera la quotazione del dollaro potrà subire non pochi scossoni alle ore 20:00 perché ci saranno i verbali del FOMC che potranno influire non poco.

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      Dopo il discorso la quotazione del dollaro è stata tale da far si che il cambio euro dollaro si assestasse immediatamente sotto area 1.14000

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    Oggi alle 23:30 è previsto il discorso della Yellen, presidente della Fed che dovrebbe seguire il discorso del presidente della BCE Mario Draghi. Prevista alta volatilità per il cambio euro dollaro durante tutta la giornata e principalmente in concomitanza dei discorsi dei due presidenti.

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    Oggi il dollaro, dopo le dichiarazioni di Draghi ha iniziato a rafforzarsi sull’euro. Aspettiamo le 23:30, orario di inizio discorso del presidente della FED per vedere quali saranno le quotazioni del dollaro alla luce delle dichiarazioni della Yellen. Il dollaro continuerà a rafforzarsi dando una svolta alla fase di rally del cambio EUR/USD o tutto resterà invariato e pertanto l’euro riprenderà a salire?

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    Quotazione dollaro 8 aprile 2016: il cambio euro dollaro è quotato appena sotto area 1.14000

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    Quotazione dollaro 11 aprile 2016: il dollaro attualmente viene scambiato con l’euro nel cambio EUR/USD a 1.14400 guadagnando 0.41 punti percentuali nella sola giornata di oggi e si avvicina ad un importante resistenza di 1.15000. Un eventuale sfondamento di questa resistenza potrebbe far indebolire ulteriormente la valuta americana rispetto all’euro portandola a ridosso di area 1.17000 dove troviamo la seconda importante resistenza.

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    Cambio Euro Dollaro: rialzo in mattinata con test della resistenza in area 1.14600. Per oggi pomeriggio non sono previste notizie che possono influenzare sensibilmente la quotazione del dollaro salvo i discorsi dei membri del FOMC in serata a partire dalle ore 20:00. Un discorso è previsto anche oggi alle ore 15:00. Vediamo se il dollaro continuerà a deprezzarsi sull’euro anche oggi. C’è però da segnalare che a partire da questa notte il dollaro ha ripreso ad apprezzarsi sullo Yen giapponese, anche se di poco.

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    Quotazione dollaro 13 aprile 2016: oggi il dollaro ha ripreso ad apprezzarsi rispetto all’euro. Solo nella mattinata il dollaro ha recuperato quasi un punto percentuale sulla valuta europea, ma non solo. Come detto ieri anche sullo Yen Giapponese il dollaro ha ripreso ad apprezzarsi. Adesso il cambio EUR/USD è di 1.13065 e ancora non sono stati pubblicati i dati del pomeriggio che sono davvero importanti. Alle 14:30 verranno pubblicati i dati sulle vendite al dettaglio dei beni essenziali (mensile), l’indice dei prezzi della produzione che è un indicatore di tipo inflazionistico e le vendite al dettaglio che sono tutte notizie a 3 tori, che logicamente comporteranno alta volatilità dei mercati. Alta volatilità prevista per le ore 16:30 con dati sulle scorte di greggio. Per le 14:30 opereremo con le nostre OBIF A dopo per gli aggiornamenti.

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      Il dollaro continua ad avere la meglio sull’euro durante tutta la giornata senza importanti correzioni rialziste e va a chiudere a 1.12712.

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    Il cambio euro dollaro apre la settimana con un forte rialzo. Siamo a martedì sera ore 20:00 e in queste due prime giornate di contrattazione della settimana il dollaro si è deprezzato di un bel pò. La quotazione attuale del dollaro nel cambio eur/usd è 1.13800 circa. La settimana ha aperto a 1.13000.